SET ASILO COMPONI E CREA. L’ARTISTA SEI TU!

INIZIA LA TUA MAGICA AVVENTURA CON UN SET ASILO PERSONALIZZATO

Il set asilo si potrebbe rivelare un prezioso alleato al traumatico momento del distacco! Non ci credete? Leggete qui!

Il momento del primo distacco si sta avvicinando e questo non so se è un trauma più per noi mamme o per i nostri bimbi! Che si tratti di asilo nido o scuola dell’infanzia questo passaggio segna per sempre una tappa fondamentale nella storia di mamme e bimbi. Si tratta di un momento “agrodolce”, un mash up di emozioni che sfumano dalla gioia alla tristezza, dall’orgoglio al senso di colpa. Eh si… per noi mamme un pò più “navigate” l’ingresso alla scuola dell’infanzia ormai è routine … quasi una liberazione a tratti… ma per le neo mamme o le neofite dei nidi o delle scuole dell’infanzia varcare la soglia della scuola è tutt’altro che facile!

All’iniziale frenetico entusiasmo si fa strada un senso di ansia misto a preoccupazione… azzarderei davvero quasi senso di colpa. Eh si care mamme! Ci siamo passate tutte! Non siamo le sole ad esserci sentite colpevoli di “abbandono di minore”. I pensieri che ci hanno percorso sono gli stessi! Non pensiate di detenere il primato! “Forse avrei potuto chiedere un mese in più di maternità “, ” Forse era davvero il caso di affidarlo alle cure dei nonni”, ” Sto preferendo il mio lavoro a mio figlio”, “Non posso davvero fare altrimenti, potrei perdere il lavoro”… potrei proseguire all’infinito…

IL SET ASILO CHE RENDE IL MOMENTO DELLA SEPARAZIONE MENO TRAUMATICA

Asilo e prima infanzia
Asilo e prima infanzia

Separarsi dal nostro bimbo e sopratutto affidarlo totalmente alle cure di sconosciuti non può che mettere molta ansia. Ricordo che progettare con mia sorella il set asilo personalizzato per il mio Tommaso ha in parte alleviato il mio senso di colpa. Creare un set asilo che potesse racchiudere tutto il bene per il mio Tommasino mi era di gran conforto. Inoltre ricordo che il progetto comprendeva elementi che potessero aiutare Tommaso a sentirsi un pò a casa anche lontano da casa. Il set asilo progetto braccio a braccio con mia sorella riprendeva i toni di colore della sua cameretta, i disegni che lui era abituato a vedere e che sapeva già riconoscere.

Primo giorno d'asilo
Primo giorno di asilo

Ricordo che oltre al set asilo chiesi a mia sorella di confezionare un pupazzo che potesse fargli compagna nel momento della nanna. Sia il set che lo stesso pupazzo avevano il suo nome ricamato cosicché nulla potesse andar perso. Ricordo inoltre di aver chiesto che mi venisse confezionato il pupazzo con un certo anticipo cosí da poterlo utilizzare prima a casa, agevolando Tommaso nella famigliarità di quell’oggetto che avrebbe avuto la missione di coccolarlo, vegliarlo e rassicurarlo nel momento della nanna.

Dou Dou e pupazzi nanna
Dou Dou e pupazzi nanna

Colori, odori, immagini del set asilo di Tommaso lo avrebbero riportato a casa; lo avrebbero fatto sentire a casa. Il set asilo può davvero diventare un ponte prezioso tra le mura sicure e famigliari di casa e l’apertura a quella grande avventura che è la crescita e il cammino verso la prima indipendenza. Ci avevate mai pensato? Io l’ho scoperto vivendo l’esperienza di due inserimenti … neanche troppo semplici… anzi!

SBIZZARRISCITI E CREA! ECCO COME

Ogni scuola ha le sue richieste e ogni scuola ha i suoi metodi. Nel corso degli anni abbiamo assistito alle richieste le più disparate: dal set asilo composta da tovagliette americane, a sacche porta asciugamano a sacchi nanna e chi più ne ha più ne metta! Il fatto è che ad eccezione dei pezzi extra il set asilo“base” si compone da bavaglino con elastico, sacca porta cambio e asciugamano. Con le nuove norme introdotte dai protocolli anti Covid alcune scuole hanno optato per i bavaglini usa e getta… a mio modesto parere un grande spreco…

Ho sempre adorato la sacca porta cambio misura large per il mio Tommaso! Spaziosa e capiente il venerdì conteneva davvero tutto! Lenzuola comprese! Potevo uscire da scuola con le mani libere o meglio … potendo tenere in braccio un Tommasino carico per il week end! Perché dopo un inserimento classico e un avvio piuttosto sereno in fondo il venerdì è venerdì per tutti! Grandi e piccini! TGIF!

INSERIMENTO: TRA MITI E LEGGENDE

Ricordo il periodi di inserimento al nido come uno dei più traumatici della mia vita da mamma. Al primo posto, ahimè, primeggia ancora l’allattamento. Non ero davvero portata…

Ricordo di aver sofferto terribilmente i tempi biblici richiesti per poter dichiarare un bambino “inserito” al nido. Io sono sempre stata fan della cosiddetta “terapia d’urto” quindi era per me incomprensibile che un bambini si adattasse ad un luogo e a persone nuove vivendo l’esperienza con il contagocce. Che mio figlio vedesse la mamma andare e venire era per me assurdo se non addirittura controproducente.

Ai tempi ricordo che avevo iniziato a documentarmi sui differenti metodi di inserimento ed ero rimasta colpita dal metodo svedese detto anche “metodo dei tre giorni” o “inserimento guidato dal genitore”. Un sogno! Solo tre giorni di sofferenza, solo tre giorni di richieste di permesso al lavoro! SOLO TRE GIORNI! Via il dente, via il dolore! Della serie:” Caro figlio mio, la vita è questa… o impari a nuotare o anneghi”. Un pò estremo lo ammetto ma ammetto anche che avrei desiderato fosse così.

IL METODO SVEDESE, DI COSA SI TRATTA NELLO SPECIFICO?

La pratica dei tre giorni prevede che il genitore e il bambino si immergano insieme partecipando a tutte le attività del nido (giochi, pranzo, sonno…) per tre giornate intere (dalla mattina fino alla chiusura del nido, di solito le 15.30). 

Molto sinteticamente:

  1. Primo giorno: l’educatrice rimane in disparte osservando la coppia genitore-bambino, cercando di captare le modalità genitoriali e le abitudini. 
  2. Secondo giorno: l’educatrice si affianca alla coppia genitore-bambino, partecipando insieme alla struttura della giornata e a tutte le routine previste.
  3. Terzo giorno: il genitore è presente, ma rimane in disparte, la protagonista della relazione con il bambino è ora l’educatrice.
  4. Quarto giorno: il genitore dovrebbe accompagna il bambino al nido e va via. L’inserimento è avvenuto. 

In diversi asili italiani è stato sperimentato questo metodo, e tali esperienze hanno mostrato che il pianto di protesta alla separazione si verifica nel 4 giorno, ma è più breve rispetto all’inserimento classico al quale siamo abituati in Italia. Quando l’inserimento è guidato dal genitore, i tempi di auto-consolazione sono ridotti.

Naturalmente questo è uno schema molto semplificato del metodo adottato nei paesi nord-europei. La struttura di queste giornate va adeguata e adattata alle esigenze e all’emotività del bambino. La particolarità di questo metodo è che l’inserimento è guidato dal genitore, avviene cioè insieme al genitore, che partecipando a tutte le attività del nido, mostra al bambino di fidarsi delle educatrice. Il bambino inizia a fidarsi delle educatrici perché sente e vede che anche il genitore si fida e familiarizza con il nuovo ambiente. Anche il genitore è più sereno, poiché ha modo di vivere in prima persona l’ambiente dell’asilo, di verificarne l’adeguatezza e di instaurare relazioni di fiducia con le educatrici. Anche il genitore è parte attiva di un momento così delicato. 

Molti asili in Italia, stanno sperimentando questa diversa tipologia di inserimento, che non deve per forza sostituire l’inserimento tradizionale, ma può essere una possibilità in più da proporre alle famiglie. Indubbi sono anche i vantaggi pratici per la famiglia, che spesso è costretta a districarsi tra la richiesta di permessi, ferie e/o cambi turni durante le due/tre tradizionali settimane di inserimento. 

Per la maggioranza delle mamme italiane, le famose mamme chioccia potrebbe sembrare un metodo brutale, quasi senza sentimento. Io credo invece che sia ricco di cura e di aspetti positivi. Nel giro di pochi giorni il bambino può essere testimone del fatto che non verrà abbandonato.

LA MAMMA TORNA SEMPRE.